Danilo Neve

Neve inizia a dipingere per gioco sui muri di Torino nel 1995.
Dopo la prima sperimentazione delle lettere in 3D, la passione per l’’arte cresce in fretta, tra la strada e la vita:con gli occhi
solcati dalle occhiaie e le mani regolarmente tinte di vernice, non perde occasione per lasciare la sua impronta, per dipingere,
per ricercare il suo stile, per affinare le tecniche.
L’’amore per l’’estetica e per il classicismo lo porta a coniugare l’’arte urbana con quella accademica, grazie all’uso del figurativo come mezzo di espressione. Dipinge in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Grecia, Svizzera e Germania, sperimentando linguaggi diversi e arrivando a padroneggiare lo spray con la stessa disinvoltura del pennello o della matita.


Spinto dall’’importanza del concetto che irrompe nei suoi disegni rivolge nel 2006 il suo interesse artistico alla realizzazione di performances ed installazioni, tra le altre, curate da Marco Scotini e Marcello Maloberti.
Nelle sue opere insiste sul valore del messaggio di cui si fa portavoce, perché l’intento è quello di lasciare l’’osservatore con una domanda aperta o quantomeno una riflessione; è per questo che nel 2008 Neve si impegna nell’’esecuzione della facciata del Leoncavallo e nella creazione di una serie di stencils e posters dal forte contenuto di denuncia socio-politica.

Graffiti Leoncavallo

Leoncavallo


Draco

Draco

Partecipa alla mostra “Scala Mercalli” a cura di Gianluca Marziani nell’Auditorium di Roma, dove rappresenta la muta protesta del monaco birmano e dove inoltre rovescia i ruoli della “Pietà” michelangiolesca, creando un dipinto-simbolo della condizione femminile. L’’impatto emotivo delle sue opere emerge anche nella bipersonale con Ozmo presso la galleria milanese Magrorocca, con la quale esporrà anche a Mi Art 2008.
Nell’autunno dello stesso anno si dedica a un progetto di installazione urbana, disseminando per la città bombe finte e mezzi bellici di cartone. Attira così l’interesse dei media, che gli dedicano una parte nello Speciale tg1 del 1 giugno 2009 e molte altre interviste e pubblicazioni.
Numerose sono le tele in cui coniuga la vita interiore e il mondo che lo circonda in una delicata espressione d’arte figurativa, e altrettanto numerose sono le collettive a cui partecipa, tra cui la III edizione del (con)Temporary art a Milano, nel 2011 l’esposizione a Dusseldorf a fianco delle opere di Giorgio De Chirico e alla Biennale di Venezia, padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi.


La capacità espressiva dell’’artista si potenzia negli interventi murali in iperrealismo di titaniche dimensioni dove prendono vita, in un contesto a tratti reale a tratti fiabesco: sirene, donne, bambini che innaffiano diamanti, partigiani e boxeurs. Nel 2010 partecipa al progetto Walls of Fame a Milano e nel corso della sua carriera realizza opere murali per grandi brand come Campari, Fabriano, Eni Syndial per cui dipinge su un muro di oltre 2000 mq per la campagna pubblicitaria 2011.

Cartiere Fabriano

Cartiere Fabriano


Virgo
La ricerca stilistica sempre più accurata nei dettagli sfocia nella produzione dell’’ultima serie di cartoncini a matita colorata su sfondo nero, dove dipinge solo la “luce” con evidenti richiami caravaggeschi. Queste opere di una raffinatezza quasi visionaria celano nelle trame figurative messaggi enigmatici che evocano gli archetipi dell’’umano. In quest’’ultimo ciclo di opere Neve mostra una cura maggiore verso i particolari e una sensibilità più matura che tocca profondamente lo spettatore il quale è stimolato a cogliere il reale messaggio che si cela dietro le figure ­- così come nei graffiti, per comprenderne il senso, serve un codice.

Testo di Nancy T.